Torino si racconta

Le migrazioni, la guerra, i cambiamenti

La città nelle vite e nelle voci degli intervistati

Le migrazioni /1

TOR001: Dunque, in quale quartiere vive?
TOI056: Barriera di Milano.
TOR001: Perfetto. E come si trova nel quartiere?
TOI056: Ci sono nata e mi trovo benissimo.
TOR001: Okay. Quali sono le cose che a lei piacciono di più del suo quartiere?
TOI056: La vivacità culturale e la provenienza, diciamo, anche multietnica. Non soltanto per quelli ultimi arrivati ma anche per le varie fasi di emigrazione
TOR001: Mhmh
TOI056: che ci sono state nel tempo, sia quelle prima dei contadini verso la città, successivamente da quelli delle altre regioni d’Italia, particolarmente tra il Cinquanta e il Sessanta dal Meridione in su. Attualmente abbiamo la volta degli immigrati che arrivano da più lontano e questo è quanto.
TOR001: Okay. E come le sembra che ehm che che differenza le sembra che abbiano questi tre tipi di immigrazione che adesso ha citato?
TOI056: Beh hanno tutte quante un inizio di rigetto da parte dei nativi
TOR001: Mhmh
TOI056: Perché è sempre un qualcheduno che arriva da fuori che ritieni di non conoscere. Ad un certo punto, avviene l’amalgama e tutto si risolve. Per l’ultima è ancora in fase di rodaggio per cui staremo a vedere ma io mi auguro che la cosa succederà com’è successa in precedenza.
TOR001: Mhmhmhmh. E ha dei ricordi relativi alle prime due migrazioni? Cioè sia dalla diciamo dalle campagne alla città sia poi dai meridionali diciamo
TOI056: Dalla campagna alla città posso dire già il padre di mio padre
TOR001: Mhmh
TOI056: Diciamo così, viveva nelle cascine fuori di Torino
TOR001: Mhmh
TOI056: Perché questo era il suo lavoro. E poi e poi con gli anni sono venuti in città e i figli sono diventati non più contadini ma operai, impiegati, dipendenti. I figli dei figli hanno aumentato la scolarità e hanno avuto prima i diplomi. Cioè prima la scolarizzazione poi i diplomi, poi la lauree e si sono integrati. E questo suppongo oltre a essere il ciclo che ha fatto la mia famiglia deve essere, dovrebbe per lo meno essere lo stesso ciclo che fanno
qualsiasi immigrato che arrivi, sia di dall’Italia che dall’estero.
TOR001: Certo e in effetti
TOI056: Purtroppo però l’ascensore sociale si è fermato di molto.
TOR001: Mh, parecchio.


Le migrazioni /2

TOR013:   Da quanto tempo siete qua? E come mai siete venuti in Italia, quali sono i motivi che vi hanno spinto…
TOI093:   Siamo dal… ’95. E i motivi sono stati un po’ economici, primo, e secondo anche umanitari – visto la guerra in Bosnia.
TOI094:   Mhmhmh. Io sono arrivata nell’ottobre ’95, sono 24 anni che sono qua. E siamo arrivati qua per motivi umanitari. C’era la guerra in ex Jugoslavia e principalmente siamo arrivati per questo motivo.
TOR013:   E voi? Invece, siete nati qua, giusto?
TOI096:   Io sono nata a Belgrado nel ’94, fine ’94. Con neanche un anno, son venuta in Italia con i miei genitori.
TOI095:   Io invece sono nato a Torino e c’ho sempre – qui ho sempre vissuto
TOR013:   In famiglia, che lingua parlate generalmente? Come ve la giostrate con la questione del bilinguismo in famiglia? Qui potete rispondermi singolarmente, uno alla volta.
TOI093:   Io parlo principalmente serbo, e anche italiano ma principalmente serbo
TOI094:   Con marito e figlia più grande, parlo in serbo. Con mio figlio, parlo in italiano perché lui non la parla. Non parla bene.
TOI093:   Però lo capisce bene, cioè
TOI096:   Io parlo una lingua mista, mettiamola così. Ci sono dei termini che trovo molto più immediati in italiano, altri che trovo molto più immediati in serbo quindi mischio le due lingue. Poi quando devo esprimere dei concetti un po’ più complicati, preferisco usare l’italiano perché lo padroneggio molto meglio.
TOI095:   Io invece parlo in italiano però di solito la scena è quando mi fanno una domanda in serbo io rispondo in italiano perché mi risulta più facile. Invece il serbo, dovrei pensare alle parole e di solito sbaglio.


La guerra

TOR001: E quindi hai vissuto la guerra stando a Torino?
TOI035: Eh no, noi siamo scappati come ebrei ci siamo rifugiati in tanti posti
TOR001: Mhmhmhmh
TOR003: Puoi anche raccontare un po’ forse xxxx
TOI035: Se vi interessa sì allora
TOR001: No no eh certo sì sì
TOR003: Puoi raccontare
TOI035: Con l’avvento delle leggi razziali del ’38
TOR001: Mhmh
TOI035: Io non son stata cacciata da scuola perché andavo già alla scuola ebraica
TOR001: Mhmh
TOI035: Quelli che son stati cacciati da scuola è stato un trauma molto grosso. Eh se non so se ha letto qualche cosa della nostra nuova senatrice, la Segre
TOR001: La Segre
TOI035: Ecco lei racconta bene. Poi dopo noi siamo andati d’estate eravamo a Champoluc quando è capitato l’8 settembre e allora abbiamo capito – mio papà, perché io ero ancora una ragazzina – ha capito che non era più aria di tornare a Torino e ci siamo rifugiati in un paesino delle Langhe, perché conoscevamo una persona a Dogliani. E conoscevamo una persona abbiamo vissuto un po’ lì in un alloggetto poi abbiamo cambiato, siamo andati a Monforte d’Alba. Eh dove un paese dove le persone sono state di una cordialità, di una gentilezza. Perché tutti sapevano che ci chiamavamo Azzurri (nome di fantasia) ma poi il segretario comunale ci ha fatto i documenti falsi e ci chiamavamo Arancioni (nome di fantasia). Per cui pero’ nessuno ci ha mai denunciato, nessuno. Persone molto cordiali, molto generose
TOR001: Vi hanno accolto
TOI035: e siamo stati lì fino alla Liberazione quando mio papà – abbiamo saputo che Torino si era ribellata e mio papà è sceso coi partigiani, partecipato alla Liberazione ed è tornato a raccontarci quello che succedeva a Torino. I cecchini che sparavano dai tetti, eh
TOR001: E cosa vi raccontava di Torino? Com’era Torino?
TOI035: Eh Torino in quel momento della Liberazione eh era in grande agitazione c’erano i i i pro- gli antifascisti e c’erano ancora i fascisti che dai tetti sparavano.
Appunto i cecchini c’era una grande agitazione e poi dopo, non è stato il 25 aprile, non mi ricordo – perché allora poi ero una ragazzina non e’ che mi interessassi tanto
TOR001: Certo
TOI035: dico la verità – e c’è stata la Liberazione i fascisti son stati tutti cacciati, si son nascosti, si son trasformati in buoni cittadini, si son tenuti tutto quello che avevano rubato. Eh e poi sono stati con l’amnistia di Togliatti son stati riabilitati anche.
TOR001: Eh sì
TOI035: Salvo alcuni casi e poi
TOR001: E gli anni che ha passato lontano da Torino? Come che ricordi ha?
TOI035: Eh beh bei ricordi perché ho vissuto in campagna che non avevo mai vissuto. Andavo al pascolo con la mia amica, andavamo a scuola come clandestini – tutti sapevano che ero ebrea. Andavamo a scuola al castello di Barolo
TOR001: Mhmh
TOI035: facevamo tutte le mattine quegli 8/10 chilometri in bicicletta e ci divertivamo da matti, perché eravamo una banda di ragazzini. Rubavamo le ciliegie per la strada, andavamo a bere ai pozzi, insomma. E ho fatto lì la seconda media, la seconda media.
TOR001: Mhmh
TOI035: Sempre col mio nome falso. Eh infatti è vero che un giorno arriva il prete per far la lezione di religione, mi dice tu dimmi De prufundis. Io son diventata rossa come un peperone, perché non lo sapevo. E tutti che ridevano i miei compagni. E insomma però il rettore lo sapeva.


I cambiamenti

TOR001: Ti sembra che Torino sia cambiata molto negli ultimi anni?
TOI041: Mah, sono una di quella che ha un po’ la sensazione che le Olimpiadi abbiano cambiato il modo dei torinesi di vivere la loro città.
TOR001: Mhmh
TOI041: Io io questa cosa qua l’ho sentita abbastanza
TOR001: Mhmh
TOI041: nel senso che quello e’ stato un momento di festa che in effetti mi ha fatto vedere una Torino diversa che non non ero abituata,
TOR001: Mhmh
TOI041: cioè prima anche io xxx mi sembrava che fosse una città poco vivace cioè
sicuramente molto vi-
TOR001: Okay
TOI041: poco vitale. Vivace magari dal punto di vista culturale, senz’altro, questo sì.
TOR001: Mhmh
TOI041: Però forse poco vitale eh gente per le strade o che non è che se ne vedesse tanta
TOR001: Mhmh
TOI041: Invece lì poi ci son state le notti bianche, secondo me le persone hanno scoperto che forse si può vivere la città anche in modo un po’ più informale, senza necessariamente andare al Regio solo a battere le mani al Re. Si possono fare anche delle cose un po’ più popolari ma comunque ci si diverte lo stesso. E in effetti, secondo me, è cambiata. È cambiata in questo senso.
TOR001: Mhmh
TOI041: Vedo più vedo più gente che va in giro a guardarsi intorno rispetto
TOR001: Mhmh
TOI041: rispetto a prima.
TOR001: È anche più turistica, no?
TOI041: Sì, sicuramente.
TOR001: C’è anche gente da fuori
TOI041: Sicuramente. Sento molti molti stranieri, molti turisti stranieri, già in questo periodo. Appena comincia ad arrivare la stagione un pochino più bella, effettivamente, ci sono molti turisti francesi – sento molto parlare in francese
TOR001: Sì, un sacco. Un sacco.
TOI041: in giro. Ma anche americani, sì sì
TOR001: Mhmhmh
TOI041: Cioè
TOR001: Beh bello, no? Cioè
TOI041: Ottimo, bellissimo. Direi di sì anche perché è una città bellissima, quindi meno male che
TOR001: Sono d’accordo
TOI041: entra nei percorsi turistici
TOR001: Però spesso no, cioè adesso xxx in effetti meno, però, nell’immaginario comune spesso è – ma un po’ come Milano eh – cioè che è cambiata questa immagine un po’ negli ultimi anni, però e’ associata alla città in cui si va a lavorare, grigia, eccetera e non viene valutata invece, no? Tutta la parte di offerta che può darti, culturale, architettonica, …
TOI041: Eh sì.
TOR001: E via no. E mi sembra in effetti che negli ultimi anni, ormai sono diversi anni, sia sia proprio cambiata questa cosa. Va bene, sei contenta della tua città?
TOI041: Sì. Sì, molto.
TOR001: Questa è la risposta standard di tutti. Siete tutti entusiasti.
TOI041: Sì, io sono molto contenta, mi piace molto Torino sì sì sì sì.
TOR001: Bene, bene.

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